Operazione Dirty Market: la Capitaneria di Porto di Ravenna sequestra 45 kg di pesce non tracciato

Sabato 23 Dicembre 2017

Il prodotto ittico viaggiava su un camion diretto a sud, privo di alcun documento che ne attestasse l'origine. Multe per 1.500 euro al conducente

Nell'ambito della complessa operazione Dirty market, organizzata dal comando generale delle capitanerie di porto e diretta dalla direzione marittima di Ravenna per il controllo della filiera ittica, è stato fermato in questi giorni un camion diretto al Sud Italia con 45 kg di prodotti ittici non accompagnati da alcuna documentazione attestante la tracciabilità del prodotto. A bordo, il conducente aveva pesce spada, sogliole, mazzancolle, pesce San Pietro, seppie, orate e rombi chiodati, che sono stati sequestrati.

Al guidatore del mezzo frigo, dipendente di una ditta del settore ittico del foggiano, è stata elevata una multa di 1.500 euro per violazione delle norme comunitarie e nazionali sulla tracciabilità ed etichettatura dei prodotti ittici destinati al consumo umano. Il pesce così sequestrato, previa ispezione sanitaria da parte di un medico veterinario dell’ausl romagna, è stato quindi devoluto in beneficenza, per il tramite del comune di ravenna, nell’ambito dell’iniziativa “tavolo della povertà”.

Molto intensa l'attività svolta in questi giorni prenatalizi dagli uomini e dalle donne della Guardia Costiera di Ravenna e di tutte le capitanerie del litorale emiliano-romagnolo per garantire la legalità della filiera della pesca: i controlli mirano a monitorare tutte le fasi nevralgiche della filiera, sia in fase di pesca che in quella di commercializzazione all’ingrosso ed al dettaglio del prodotto pescato, con pattuglie operanti sia da mare che da terra.

Dal centro operativo di Ravenna, i controlli si stanno svolgendo fino a Goro e Cattolica, limiti territoriali della direzione marittima. Tra le irregolarità riscontrate più frequentemente, l’errata e fuorviante etichettatura dei prodotti venduti nelle fasi precedenti la vendita al dettaglio, la violazione delle norme sanitarie relative alla commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi, l’immissione in commercio di prodotto sottomisura, ed anche la commercializzazione di prodotto di minor pregio, venduto per specie di maggiore qualità (ad esempio “molva” venduta come “baccalà”).



Nel ferrarese, un controllo su due furgoni diretti a Prato e a Firenze, ha consentito di sequestrare altri 300 kg di prodotto ittico privo di qualsiasi elemento attestante la tracciabilità. Nel riminese, all’interno di alcune celle frigorifere di un venditore all’ingrosso, è stata riscontrata la presenza di pesce fresco conservato assieme ad altro prodotto ittico congelato con data di scadenza superata; sono stati sequestrati altri di 400 kg di prodotto ittico di varie specie ed elevate sanzioni superiori a 3 mila euro.
          
L’operazione proseguirà durante tutto l’arco delle feste con l’intenzione di mantenere constante l’attenzione in un periodo così delicato, in cui il consumo aumenta sulle tavole degli italiani, per assicurare il rispetto delle norme a tutela del consumatore e per il corretto operato dell’ “utenza del mare”.

Continua quindi da parte della Guardia Costiera l’importante azione di controllo all’intera catena della pesca in mare, alla commercializzazione ed al consumo illegale dei prodotti ittici, volta a garantire la tutela della salute dei consumatori e dell’ecosistema marino e costiero.




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