Pueblos indigenas de Colombia: una mostra fotografica di Giorgio Augelli al Roots Cafè di Cervia

Giovedì 21 Dicembre 2017 - Cervia

Il fotografo freelance faentino, Giorgio Augelli allestirà da venerdì 22 dicembre a domenica 7 gennaio al Roots Cafè di Cervia, in corso Mazzini 10, la propria personale fotografica intitolata "Pueblos indìgenas de Sierra Nevada, Colombia".

 

Questo il racconto che lo stesso autore delle immagini fa dei popoli colombiani ritratti nei suoi scatti:

Nella Sierra Nevada, all’estremità settentrionale delle Ande, nel nord della Colombia vivono circa 2500 indigenas Kogi, vestiti ancora come 300 anni fa, una veste bianca, capelli lunghi, le donne scalze e con le collane di perline, gli uomini con gli stivali di gomma (unico indumento moderno) e una borsa a tracolla; I Kogi sono un popolo seminomade, vivono di agricoltura, generalmente hanno un villaggio principale e 3 o 4 fincas, tenute agricole.

 

Le loro case sono a pianta circolare, gli uomini e le donne vivono in case diverse, le loro abitudini sessuali sono al quanto bizzarre, di solito fanno sesso di giorno nei campi coltivati come segno di fertilità e per di più lo fanno
immobili ovvero l’uomo giunge all'orgasmo per pura concentrazione mentale e la donna ovviamente, non prova mai l’orgasmo.

 

Come tutte le popolazioni andine anche i Kogi hanno il culto delle foglie di coca, e credono che masticandole si avvicinino di più agli dei. La coca può essere masticata solo dagli uomini, ogni ragazzo al compiere dei 18 anni riceve un poporo, una zucca con un lungo bastoncino di legno, dove riporre la polvere di conchiglia che si aggiunge al bolo di foglie di coca per aumentarne l’effetto inebriante. La polvere si introduce in bocca con questo lungo stecchino che poi si passa sulla bocca del poporo.

 

La coca viene coltivata anche dai coloni non-Indiani come materia prima per la produzione di cocaina. La Colombia è da lungo tempo considerata la capitale mondiale di questa droga e la sua produzione ha avuto conseguenze devastanti per la popolazione indigena. Ogni tribù si è adattata all’invasione dei turisti a suo modo: i Kogi si sono rifugiati sulle alture della Sierra, dove restano particolarmente avversi alle visite di turisti armati di macchina fotografica.



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