We have a dream - A j ò fat un sogn. La XXIX edizione di Ravenna Festival torna al sogno di King

Sabato 16 Dicembre 2017
Tre protagonisti di Ravenna Festival 2018: Riccardo Muti, Elena Bucci e David Byrne

È stata presentata questa mattina al Palazzo dei Congressi di Ravenna - sala stracolma - l'edizione numero 29 di Ravenna Festival (1 giugno - 22 luglio), che con il titolo We Have a Dream - declinato nel nostro poetico dialetto A j ò fat un sogn - ricorda Martin Luther King, simbolo della lotta per i diritti civili. A 50 anni dalla sua morte, le sue parole offrono l’occasione per una polifonia di suggestioni che da un lato scorre Nelle vene dell’America - terra del sogno per eccellenza - e dall’altro celebra nella sezione Il canto ritrovato della cetra la resilienza della musica. 

Orfani per una volta di Cristina Muti Mazzavillani, sono stati Antonio De Rosa, Franco Masotti e Angelo Nicastro a fare gli onori di casa e a presentare il Festival 2018 insieme al musicologo Guido Barbieri. Per l'Amministrazione comunale l'Assessora alla Cultura Elsa Signorino che ha concluso la mattinata e il Sindaco Michele de Pascale, che l'ha aperta, fresco Presidente della Fondazione Ravenna Manifestazioni dopo le modifiche statutarie che hanno richiesto più tempo del previsto e richiesto al vecchio Sindaco Matteucci di rimanere in carica per altri 18 mesi dopo la sua uscita di scena. 

 

Nella sua breve presentazione Antonio De Rosa ha ricordato anche alcune cifre dell'ultima edizione del festival: 173 spettacoli, 55.000 biglietti venduti per un incasso di 750 mila euro. Numeri importanti che fanno il paio con un "bilancio in pareggio e sano" della Fondazione, ha aggiunto.

Ma torniamo al sogno del reverendo King e del Festival. Da sempre tra i sogni che il Ravenna Festival ha saputo sognare, c'è il ponte di fratellanza de Le vie dell’amicizia che raggiunge quest’anno Kiev; a Ravenna Riccardo Muti dirigerà inoltre l’Orchestra del Maggio nel Macbeth in forma di concerto. Sul podio dei grandi concerti anche Wayne Marshall, Valery Gergiev, Dennis Russel Davies, David Fray e James Conlon; mentre la sezione danza vede il ritorno di Bill T. Jones ed Emio Greco con due lavori in prima nazionale (rispettivamente A Letter to My Nephew e Apparizione). Nel ricco calendario spiccano anche il musical di Cole Porter Kiss Me Kate, un’ampia sezione dedicata al teatro e l’invasione delle 100 chitarre elettriche.

A novembre il Festival torna con una Trilogia d’Autunno verdiana: Nabucco, Rigoletto, Otello

Ospiti d’eccezione il poliedrico rocker d’avanguardia David Byrne dei Talking Heads e il fondatore dei Sonic Youth Thurston Moore, quest’ultimo all’interno dell’invasione delle 100 chitarre elettriche, omaggio allo strumento principe della popular music. Un altro strumento - la cetra - è invece simbolo della capacità della musica di trovare le ragioni e la forza di rigenerarsi anche di fronte alla disillusione delle avanguardie e ai regimi dispotici: in questa sezione trovano spazio autori quali Alfred Schittke, Arvo Pärt e Valentin Silvestrov, quest’ultimo ospite del Festival cui sarà dedicato un percorso monografico che include il concerto dell’Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera Nazionale d’Ucraina. E mentre il celebre coro The Sixteen si esibirà in un concerto intitolato al salmo Super flumina Babylonis che lamenta l’esilio del popolo ebraico (da cui il riferimento alla cetra), Lo splendore di Aleppo ricorda la città siriana vittima della guerra nel repertorio musicale delle comunità siro-cristiana, armena, musulmana e giudaica. A L’arte della fuga di J. S. Bach sarà invece dedicato il concerto di Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone.

La XXIX edizione è inoltre ricca di appuntamenti a teatro: dalla Napoli de L’amica geniale, nuova creazione di Fanny & Alexander, e di Tango glaciale di Mario Martone, riallestito nell’ambito del progetto RiC.Ci; al confronto con il punto di vista islamico in Lettere a Nour di Rachid Benzine, prima nazionale con Franco Branciaroli, e in Maryam portato in scena da Teatro delle Albe su testo di Luca Doninelli nell’interpretazione di Ermanna Montanari; fino all’Antigone di Sofocle riletta da Elena Bucci e Marco Sgrosso (Le Belle Bandiere).

Anche quest’anno un doppio appuntamento quotidiano attende il pubblico ai Chiostri Francescani, con l’omaggio a Dante delle 11, e alla basilica di San Vitale, con i Vespri delle 19.

 

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