LA POSTA DEI LETTORI / Lettera aperta di una docente indignata

Domenica 26 Marzo 2017

Egregio Direttore, sono un’insegnante di una scuola primaria cervese, in questo momento indignata per ciò che vedo e ascolto nel mondo della scuola, dove noi siamo educatori di valori ma che a volte ci si dimentica di esserlo. L’argomento in questione è l’integrazione sociale e le scuole a tal proposito, dovrebbero essere una risorsa per realizzare appieno questo, ma noto che a volte, si verificano casi di discriminazione per colore della pelle, per religione, per cultura, provenienza familiare e condizione sociale.

 

Proprio questo non dovrebbe accadere, siamo tutti diversi ma ognuno eccelle in qualcosa, il mondo è bello perché è così.

 

Il pregiudizio che qualcuno possa avere nei confronti di queste persone “diverse da te”, determina in loro un abbassamento dell’autostima, mentre chi discrimina sviluppa atteggiamenti di autocompiacimento per cui si ritiene “migliore”.

 

Ricordo che, abbiamo anche un Codice Deontologico, dove l’etica e il valore della responsabilità si affermano come principio base e si ispirano alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, alla Conferenza Internazionale sui Diritti dell’infanzia e al bene sociale indicato nella nostra Costituzione: la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà, la non violenza, la libertà d’insegnamento, il diritto di apprendere, diritto di educare e la responsabilità nel diritto della professione.


La scuola è un cantiere aperto e non sempre i carpentieri, i muratori, i geometri sono all’altezza del compito.
 

Cordiali saluti.

 

P.S. Per fortuna che gli insegnanti capaci e professionisti superano di gran numero quei pochi citati nel testo.

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    26/03/2017 - Maria Grazia Morganti



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