LA POSTA DEI LETTORI / Altroché puzza... La cozza di Cervia è un valore aggiunto per il Borgomarina

Mercoledì 25 Maggio 2016

"Siamo lieti di apprendere dalla lettera pubblicata il 12/05/2016 che il signor Rossi Fernando (ex dirigente, ora pensionato) considera la Cozza di Cervia, da noi prodotta e commercializzata, un'eccellenza capace di condensare valori di grandissima caratura e tale da rendere fieri i cittadini cervesi", scrive Domeniconi Filippo, Presidente in carica della Cooperativa “La Fenice”.

 

"Trovandoci perfettamente d'accordo con queste affermazioni, ci sfugge come lo stesso prodotto (provvisto peraltro, lo ricordiamo, della certificazione di prodotto biologico) possa essere definito 'maleodorante e algoso' solo poche righe più sotto e tanto più per mano della stessa persona. Rimanendo con il dubbio di quale sia realmente, nell'opinione del signor Rossi, il valore della Cozza di Cervia, approfittiamo dell'occasione per precisare alcune grossolane inesattezze apparse nella stessa lettera."

 

"Il lavoro di scarico dei nostri mitili avviene esclusivamente in un'area che ci è stata data in concessione, per la quale paghiamo tariffa adeguata (e comunque definita da un regolamento comunale) e che è stata appositamente segnalata e delimitata proprio per evitare la promiscuità di cui parla il signor Rossi. Mai e poi mai nessuno dei soci della nostra Cooperativa si è permesso di abbandonare in tale area, né tantomeno al di fuori di essa, scarti di lavoro o attrezzature: i primi vengono raccolti non appena finisce il lavoro di carico sui camion, provvedendo poi a lavare l'intero piazzale con l'idrante; le seconde (muletti e nastri trasportatori?) vengono quotidianamente riposte in maniera ordinata all'interno dell'area stessa."

 

"Non ci risulta di aver mai visto negozianti e residenti sostituirsi al nostro lavoro con ramazza, badile e gomma dell'acqua, né vorremmo mai che ciò accadesse. Gli autocarri dei nostri clienti arrivano, in certi periodi dell'anno, quasi quotidianamente, non solo al sabato, ma ben di rado si verificano gli ingorghi di cui parla il signor Rossi... e quando ciò accade sono imputabili esclusivamente alla cattiva abitudine di certe persone di parcheggiare lungo la strada al di fuori degli spazi consentiti, intralciando non solo il passaggio di automezzi legati al nostro lavoro, ma anche quelli che servono le altre attività presenti sulla stessa via; perchè sulla stessa via, gentile signor Rossi, sono presenti decine di altre attività, diverse ma complementari alla nostra, delle quali rispettiamo il lavoro, che rispettano il nostro lavoro e con le quali siamo felici di rapportarci quotidianamente."

 

"Per quanto riguarda ciclisti e pedoni, la cui vita sarebbe a quanto pare messa a serio rischio dalle nostre attività, ci sembrano al contrario molto attratti da noi, al punto che proprio di recente sono state organizzate visite lungo la banchina del porto per seguire più da vicino il lavoro quotidiano di pescatori e 'cozzari' (termine dialettale o dispregiativo? Nel dubbio sarebbe meglio 'mitilicoltori'); cosa che avveniva già prima, in maniera informale, per via delle persone che si fermavano a guardarci. Il nostro amore per il mare e l'ambiente ci spinge ad affrontare anche l'ultimo punto, quello del disboscamento della via Nazario Sauro che sembrerebbe causato dal transito dei nostri automezzi... il nostro parere è che i recenti lavori di potatura, oltre a garantire benessere alle piante stesse, abbiano portato maggiore luminosità e visibilità a tutte le abitazioni della zona; detto questo pensiamo che basti affacciarsi sulla strada per vedere come non ci siano rami posti in posizione tale da essere danneggiati (o da recare danno), né dai nostri, nè dagli altri automezzi (vigili del fuoco, pullman...)."

 

"Infine, avendoci definito 'ben nota cooperativa', immaginiamo sia ben noto anche l'indirizzo della nostra sede (via Nazario Sauro 1), che dovrebbe essere l'unico a cui rivolgersi per evidenziare eventuali problemi che inevitabilmente sorgono in ogni attività e in ogni luogo, ma che noi per primi ci impegnamo a risolvere, essendo parte del nostro lavoro. Invitandola a verificare la reale provenienza delle 'puzze che respiriamo', porgiamo distinti saluti", conclude Filippo Domeniconi.



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